Il confronto efficace

Scritto da Silvia Cinti    Il giorno 10 giugno 2013    in:
confronto efficace

Il messaggio IO-TU

Scardinare giudizio, etichette, minacce – elementi caratteristici del messaggio TU – si può: con il messaggio IO!

Perché farlo? Perché ve lo propongo?

Senza giudizio possiamo parlare autenticamente con gli altri, alimentare il dialogo, la crescita reciproca, la creatività, vivere relazioni serene.

Si è messo spesso in evidenza nel nostro Blog che il bisogno di sicurezza caratterizza l’individuo. Ed è per questo infatti che giudichiamo.

thomas gordonIl giudizio, secondo Thomas Gordon, è una delle “barriere alla comunicazione”.

Nel confronto, quando la relazione viene messa a dura prova, la tendenza a giudicare ci dà la sensazione di proteggerci, di far valere le nostre opinioni, di dimostrare che valgono di più, per poter “vincere” sull’altro.

Tuttavia, anche se il giudizio ci dà la sensazione di protezione, ci fa perdere delle opportunità.

Evitare che l’altro si metta sulla difensiva

Si è portati a pensare che superare il non giudizio sia un tipo di atteggiamento dettato da un certo “buonismo”, dall’essere “permissivi” nella relazione, ma non è a questo che mi riferisco perché rinunciare a giudizio-etichette e minacce non ci fa rinunciare a dire quello che pensiamo.

…semplicemente possiamo dirlo in un altro modo…più efficace appunto!

Soprattutto nel campo lavorativo, nel lavoro di team, al posto del giudizio è meglio puntare su chiarezza, stimolo reciproco, alleanza: forti motori alla produttività e alla collaborazione efficace.

Come fare?

Con il “messaggio IO”.

Thomas Gordon in “Relazioni Efficaci” afferma che per ottenere tutto questo, basta optare per uno scambio di pronomi: “Se si desidera essere compresi dagli altri, si deve parlare di se stessi, IO desidero, IO penso, IO sento, IO so, e così via. Cosa c’è di più semplice?

Vediamo l’effetto che vi fa.

Ecco alcuni messaggi in seconda persona – MESSAGGI TU – in cui si parla di TE, di cosa TU devi o non devi fare, di cosa TU sbagli…

– Smettila

– Non dovresti comportarti così

– Non ti permettere mai più

– Perché non fai  così?

– Dovresti avere più buon senso…

Ecco invece i MESSAGGI IO:

– Non riesco a lavorare con concentrazione se fate la pausa caffè nel nostro ufficio

– Non posso occuparmi di questo ora

– Mi scoraggia tutta questa mole di lavoro

– Mi preoccupo perché di questo passo il progetto non sarà pronto in tempo

Sono rispettosi, mi permettono di parlare di ME, di spiegare quello che penso e perché, superano il giudizio e ci danno la possibilità di collaborare assieme, favorendo un confronto non giudicante, non violento, aprendo le porte della comunicazione.

Il messaggio IO, anche nel confronto-conflitto con l’altro, rispetta questi criteri di efficacia:

1. Ha una grande probabilità di generare un cambiamento utile;

2. Non sminuisce l’autostima dell’interlocutore;

3. Non lede la relazione;

4. Non impone soluzioni.

Pensate che siamo stati abituati anche nel campo scolastico, nell’educazione, a ricevere e poi mandare messaggi in seconda persona! Ed è possibile mettere in pratica il messaggio IO…con un po’ di esercizio.

Che ne dite? Se sbagliate qualcosa al lavoro preferireste essere etichettati con un:

Sei un lavativo?

…o sentir dire al vostro collaboratore: “Mi dispiace che il lavoro che ti ho affidato non sia completo…” ?

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