La storiella di Briatore

Scritto da Fabrizio    Il giorno 13 settembre 2012    in:
flavio briatore

È più importante avere una buona idea o averne una normale ma portata fino in fondo?

Ce ne parla Emanuele oggi nel suo post che ho il piacere di ospitare in questo blog.

Qualche anno fa assitetti a una intervista televisiva di Flavio Briatore, imprenditore rampante e poliedrico. Non che il personaggio mi faccia impazzire, ma le risposte che diede alla giornalista che lo stava intervistando, mi fecero profondamente riflettere.

La giornalista gli chiese come fanno gli imprenditori di successo a trovare le idee giuste per trasformarle in business vincenti. Facendo capire in modo implicito che la domanda era formulata erroneamente, Briatore rispose che non sono le idee a fare la differenza, ma la capacità di trasformarle in risultati concreti.

Le sbornie filosofiche tra amici

Quante volte con i miei amici, magari durante una di quelle cene scaccia stress che oscillano tra l’indimenticabile e il dimenticabile, ci siamo guardati negli occhi, e ci siamo detti:
“Dobbiamo trovare un’idea nuova per fare i soldi!”.

Ora, quando riemerge la questione, io tiro fuori la storiella di Briatore e rispondo che non bisogna trovare l’idea, ma la forza di lavorare duro, bene e costantemente per un lungo periodo dopo essersi fissati un obiettivo ben preciso.

A questo punto, a seguito della mia obiezione, si manifesta una insana esplosione di alibi, scuse e attenuanti. La crisi, le tasse, le persone non comprano, la spending review, il mutuo, i problemi in famiglia e tutto quello che serve a giustificare i fallimenti personali che mai riconosceremo a noi stessi.

Lo spread è un pensiero

E’ chiaro che la vita non scorre facile. A volte ci presenta degli ostacoli che per capire quanto siano alti, rischiamo di accecarci gli occhi con la luce del sole. Tuttavia, non c’è vita che non abbia ostacoli. Ad ognuno di noi spetta un destino fatto di gradini diversi da superare.

Per riuscire ciò che serve è svelare il trucco, ossia che i gradini e gli ostacoli non si toccano, non puoi abbracciarli e non puoi spingerli per spostarli.
I gradini e gli ostacoli sono intangibili perché sono dentro di noi, sotto forma di pensieri ed emozioni.
Tutto nasce dalla nostra mente, e tutto può essere risolto dalla nostra mente.

Quali idee nuove pretendiamo di inventarci? Io non vedo tutti questi Leonardo da Vinci in giro. Prova a cercare idee nuove. Dedicaci magari un giorno intero. Scrivi su un foglio tutte le idee nuove che ti vengono in mente, fatti aiutare dai tuoi amici. Dopo aver fatto questo lavoro, cerca su Google se qualcuno ha già realizzato l’idea che hai partorito. Se non trovi riposte in lingua italiana, fai una ricerca in lingua inglese. Scoprirai ben presto che le novità celate dalle tue idee, non sono poi così fresche.

La chiave che apre tutte le porte

Credo che il punto iniziale non sia decidere di sviluppare una idea nuova, ma sviluppare una idea che ti appassioni e che ha ovviamente un mercato.
La passione consente alla mente di focalizzarsi al meglio sulle azioni da svolgere per la realizzazione di un obiettivo.
La passione permette alla mente di scavalcare i gradini e di aggirare gli ostacoli che la mente stessa crea.

Una volta che hai deciso di portare avanti una idea che ti appassiona, evitando di impiegarci mesi e mesi per decidere quale sia questa idea, pensa alla storiella di Briatore.

Scrivi il tuo obiettivo su un foglio e appendi il foglio di fronte alla porta della tua camera. Ogni mattina dovrai ricordarti chiaramente qual è la tua missione.
Per raggiungere il tuo obiettivo lavora duramente, in modo intelligente e con costanza spietata.
Sono pochi quelli che riescono. Tu lo sai. Ma loro non hanno niente di più di quello che potresti fare anche tu.

Tu che ne pensi?

Questo articolo è stato scritto da Emanuele Properzi.

Emanuele Properzi è un blogger specializzato nel marketing librario, ovvero aiuta concretamente gli scrittori a vendere più copie dei propri libri. Scrive di strategie sul blog ScrittoreVincente.com

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    Sono d'accordo con te, gli ostacoli sono dentro di noi. Vivono di luce propria. Per lo più si tratta di una sorta di timore a mettersi in gioco, legata alla paura di non riuscire a raggiungere obbiettivi nuovi che getterebbero un'ombra sui successi precedenti. Spesso è proprio chi ha avuto successo a temere di mettersi in gioco, per timore di screditarsi. Faccio un esempio. Chi ha raggiunto una collocazione eccellente in molti ambiti, affrontandone uno nuovo, che sottintende un approccio diverso, teme di perdere smalto, non tanto agli occhi degli altri, quanto a quelli di se stesso. Chi vince deve vincere sempre, per questo, una sconfitta è più dolorosa. Allora, si rinuncia…..Ciao Emanuele. MTA

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    Ciao Maria
    condivido con te il concetto che chi è abituato a vincere potrebbe non sopportare la sconfitta come invece chi solitamente fallisce. Ma è la natura umana questa, che nelle sue leggi manifesta gli equilibri che ci rendono partecipi in questa meravigliosa vita :-)

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    Vincere non deve essere nè un'abitudine nè un gioco ma un traguardo rivolto ai nostri obiettivi. E' vero che esistono degli equilibri da rispettare e sono i nostri personali ed intimi. Esiste un paradiso per ognuno di noi, diverso, che puo' essere fatto di soldi, oppure di certezze, o di spiritualità, insomma "la ricchezza" sta diventando sempre più soggettiva ai nostri giorni, il lusso diversamente è tutta un'altra cosa… ambire ad essere felici, un altro discorso ancora. Spesso siamo portati a fare confusione ma perchè siamo abituati ad associare soldi, potere, lusso… senza mai guardare bene oltre, forse perchè "oltre" in questo momento ci sono i padri di famiglia che si impiccano per non riuscire a mantenere i propri figli… o le tasse, che si insinuano come un cancro nella personalità debole ed indebolita delle persone fino a togliere la dignità che (come ci dimostrano i fatti) vale, in alcuni casi, anche più della vita stessa.

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