ColorsTime: Formazione professionale e personale




Apprendimento e Memoria



NON MI RICORDO PIU': LEZIONI DI MEMORIA di Manuela Mancini
Intervista a Fabrizio Cornalba su Optima Salute di Luglio/Agosto 2003.

Il presupposto di base per ricordare meglio è quello di essere rilassati, altrimenti si va in tilt. Allora, come si fa per apprendere più facilmente? Il modo migliore è quello di utilizzare i nostri sensi: vista, udito e corpo.

Questo articolo è per voi, voi che non ricordate neanche cosa avete mangiato a pranzo, voi che - quando vi chiedono il numero di portatile - dovete accenderlo e leggerlo, voi che scordate sempre il compleanno di vostro fratello e della migliore amica. A voi che volete semplicemente ricordare...

Ma è possibile migliorare la propria memoria?
Lo abbiamo chiesto a un esperto, un formatore che tiene seminari per potenziare le capacità mnemoniche: Fabrizio Cornalba, collaboratore di Colorstime e insegnante di tecniche di memorizzazione e apprendimento veloce.

Cos’è la memoria?
"E' la capacità di immagazzinare informazioni (ritenzione) e sapere come tirarle fuori (recupero) al momento opportuno, proprio come in un archivio".

Come funziona?
"Non si tratta di un dote innata, bensì di una facoltà mentale dinamica che si può sviluppare. Non ci si improvvisa ‘ricordatori’...".

Funzionamento dei ricordi
Ma perché si dimentica e come funziona la memoria? Si dimentica per demotivazione, mancanza di interesse per un determinato argomento, attenzione non focalizzata su quello che dobbiamo ricordare; per distrazione, interferenze, mancanza di uso di determinate informazioni o di metodo per ricordarle. Ed ecco spiegato il funzionamento dei ricordi: il cervello è diviso in due emisferi, ognuno dei quali con competenze specifiche, che sono state scoperte da Roger Sperry, Premio Nobel nel 1981
L’ emisfero sinistro sovrintende il regno delle parole, della logica, dei numeri, delle sequenze, dell’analisi e controlla la parte destra del corpo e il cervello razionale.
L’emisfero destro, invece, sovrintende al ritmo, alla consapevolezza dello spazio, alla creatività, al mondo delle immagini, al colore, alle dimensioni, alle emozioni, controlla la parte sinistra del corpo e il cervello emozionale.
Nel processo di immagazzinamento di informazioni se uso solo una parte del cervello avrò accesso a una risorsa molto limitata delle mie cellule cerebrali. Così, il modo migliore per imparare è quello dei bambini, che alla parola (emisfero sinistro) casa, abbinavano il disegno (emisfero destro) della casa.

Potenziale intellettivo
con il passare del tempo, purtroppo, manteniamo solo il ricordo delle parole e usiamo meno della metà del nostro potenziale intellettivo, provocando una riduzione della memoria. L’80% della nostra memoria, infatti, è visiva, ecco perché per memorizzare più facilmente è consigliabile servirsi di immagini per esempio creando una mappa mentale con una sede di immagini connesse emotivamente le une alle altre che poi collegheremo tra loro creando una storia (memory story).
Ad esempio, per ricordare un libro possiamo dare un’immagine strana, assurda ad ogni capitolo. Così, se si parla della guerra di Troia, memorizzeremo il cavallo di Troia.
La memoria è un circuito neurale: nel momento in cui associo un concetto a un altro si crea una sinapsi, un legame tra neuroni cerebrali che, però, non è stabile se non viene riesercitato, un po’ come tracciare una strada in mezzo a un campo: se non la ripercorro spesso la strada finirà per richiudersi da sola.

Preferenze mnemoniche
"Abbiamo nel cervello una quantità di neuroni pari a 100 miliardi – continua Fabrizio Cornalba – e ogni neurone può collegarsi in sinapsi a altri 10 mila neuroni.
Con l’apprendimento si vengono a creare nuove sinapsi: ogni informazione può essere collegata ad altre 10 mila informazioni, come per esempio, la parola "bandiera" che può essere collegata mentalmente alla bandiera vera e propria, alla stoffa, all’idea dell’Italia, alle "sorelle Bandiera"... Pensate che in una parte del nostro cervello della grandezza di un piccolo pisello ci sono tante connessioni quanta l’intera rete telefonica mondiale!"
Ma esistono anche preferenze mnemoniche, se così possiamo chiamarle. Infatti, durante l’apprendimento di nuove informazioni, ricordiamo più facilmente ciò che è stato detto all’inizio e alla fine di un discorso o di una lettura, i dati che vengono ripetuti, le frasi e le parole fuori dalla norma, ossia straordinarie e paradossali, e tutto ciò che ci emoziona.

Automonitoraggio
Il modo migliore per comprendere il funzionamento della propria memoria è l’automonitoraggio. Esso consiste nel controllare, passo dopo passo, il processo di apprendimento: "Come sto studiando?" Come posso collegare queste nuove informazioni alle precedenti? Come posso ricordare in ordine questa lista di caratteristiche?"
La funzione delle mnemotecniche non è quella di "imparare a memoria" ma quella di fare assimilare ciò che si è appreso, imparando in modo personale e creativo: le informazioni che inizialmente provengono dall’esterno si radicano nella propria mente producendo frutti nuovi e originali.
Assimilare, infatti, vuol dire "rendere simili a se stessi".
Lo scopo dell’apprendimento è l’assimilazione e le mnemotecniche costituiscono solo un sostegno nel processo di apprendimento.


 
www.colorstime.com © 2008  |  Via Repubblica, 52T - 24060 Endine Gaiano BG - Tel.: 335 60.68.762 - info@colorstime.com  |  stats