Stili di Leadership secondo Goleman

Scritto da Fabrizio    Il giorno 11 settembre 2012    in:
Daniel Goleman

Tutti abbiamo sentito parlare di stili di leadership perché, specie negli ultimi periodi, la leadership è una capacità particolarmente richiesta. Chi con questa ha familiarità trova più rapidamente lavoro, riesce a gestire meglio la propria vita e la propria famiglia, è più rispettato socialmente e in alcuni casi gode di grande considerazione nel mondo del lavoro. Ma cos’è questa benedetta leadership?

A chiarirci le idee ci pensa Daniel Goleman, scrittore, psicologo e giornalista statunitense, con alle spalle due nomination al premio Pulitzer, diversi premi alla carriera e pubblicazioni a cinque stelle: prime fra tutte “Intelligenza emotiva” del 1995.

La leadership, è secondo Goleman la capacità di influenzare la gente, e aiutarla a lavorare meglio per raggiungere uno scopo finale in comune.

Leader: come lo si diventa

Se si ascoltano le parole dello psicologo scrittore che lo dice chiaramente: se vuoi diventare un leader devi avere principalmente 4 caratteristiche dalla tua.

  • Consapevolezza di sé stessi: si tratta di quella particolare attitudine che ti consente di accedere alle tue emozioni e di conoscerle. Per quanto, a detta di Goleman sia uno dei fattori più importanti, è il più delle volte sottovalutato.
  • Autogestione (self management): un leader per primo deve essere in grado di guidare sé stesso. L’autogestione deve essere indirizzata in particolar modo alle emozioni, dato che queste sono le chiavi per aprire le porte delle capacità. Se sei capace di autogestione emozionale, sarai in grado di assumerti le responsabilità, di non aggrapparti agli alibi e sarai in grado quindi di dare il meglio di te nella mansione che svolgi.
  • Empatia: dopo la gestione delle proprie emozioni e necessario per un leader capire gli altri e sviluppare la capacità di entrarci in relazione in modo efficace e per questo è necessario sviluppare l’empatia, ovvero la capacità di “sentire”gli altri. Esistono tre tipologie di empatia differenti.
    • L’empatia cognitiva che consente a chi la possiede di capire come le persone vedono il mondo e per questo sono in grado di comunicare con loro ed ispirarle e motivarle;
    • l’empatia emotiva che permette di comprendere come una persona si sente in un determinato momento. Si tratta di una capacità importantissima per avere buoni rapporti in ambito lavorativo.
    • L’interessamento empatico infine consente al leader di regalare un senso di sicurezza e protezione a chi lavora con lui dato che chi possiede questa capacità non solo capisce gli stati d’animo altrui, ma è disposto ad aiutare per il superamento di un momento difficile. “Cosa posso fare per aiutarti?” è la domanda che un leader dotato di interessamento empatico dovrebbe porre ai propri collaboratori.
  • Gestione dei rapporti: è la capacità che raggruppa tutte le tre precedentemente citate. Il leader che sa ascoltare, motivare, comunicare, convincere, ispirare è quello che ottiene il meglio da sé e dagli altri.

Stile di leadership

A questo punto è chiaro che la leadership diventa principalmente la capacità di creare risonanza, ovvero di immettere nel sistema circostante comportamenti che permettano di innescare emozioni positive.
Naturalmente non esiste un’unica forma di leadership e modo di ispirazione all’azione, in base a queste differenti modalità, Goleman definisce i 6 stili di leadership:

Leader visionario: è capace di condividere con i dipendenti un sogno e un obiettivo e crea in azienda un clima particolarmente positivo. E’ indispensabile utilizzare questo stile quando l’azienda attraversa un momento di cambiamento.

Leader coach: è capace di creare un collegamento fra l’obiettivo aziendale e le aspirazioni del singolo lavoratore. E’ bene usare questo stile per aiutare i dipendenti a migliorare le proprie prestazioni.

Leader affiliativo: riesce a favorire con le proprie azioni i rapporti interpersonali, creando una buona armonia a livello aziendale. L’approccio è utile per creare un team compatto.

Leader democratico: valorizza i dipendenti cercandone l’appoggio prima di prendere decisioni, creando un ambiente partecipativo. Lo stile è utile per mantenere un clima lavorativo produttivo e ottenere buoni feedback.

Leader battistrada: è in grado di raggiungere per primo gli obiettivi imposti, facendo appunto da battistrada. In verità lo stile quando utilizzato non ha dato ottimi risultati visto che un abuso dell’approccio crea ansia da parte dei dipendenti. Può essere usato quando ci si affaccia su nuove situazioni e mercati.

Leader autoritario: chi usa questo stile invia direttive che non prevedono replica. Normalmente motiva il personale con la paura delle conseguenze che si avranno in caso di insuccesso, creando un clima aziendale teso nel quale i singoli difficilmente si prenderanno responsabilità. Lo stile è consigliato solo in casi di emergenza e crisi finanziaria.

Un buon leader deve essere dunque in grado di passare da uno stile all’altro elasticamente, non dimenticando che gli ultimi due modelli, poco gettonati, è meglio utilizzarli con parsimonia e naturalmente per brevi periodi.

Come vedi ci sono diversi stili di leadership, tu quale utilizzi principalmente?

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